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Parchi, cinghiali e comunità locali

cinghiale d'allevamento - foto by Indio Ci sono state molte polemiche in questi giorni sul problema dei cinghiali e sono state dette molte cose su giornali e network, che a volte, ad avviso di chi scrive,  partono da punti di vista non sempre corretti: da una parte ci sono coloro i quali sostengono che la priorità dev’essere data all’ uomo e non agli animali, dall’altra gli animalisti integerrimi preoccupati più del cinghiale che delle esigenze dei contadini; poi ancora posizioni che lasciano intendere che la tutela ambientale sia incompatibile con lo sviluppo socioeconomico rurale;  ancora ci sono le posizioni ambientaliste che sono coscienti del problema cinghiale, accusano i cacciatori di averlo provocato con le immissioni e considerano l’abbattimento e la caccia selettiva dei tabù , giudicandoli sbagliati sempre e comunque. Bisogna evidentemente affrontare il problema con serenità e razionalità, evitando di  perdersi in inutili polemiche. Il problema a dir la verità...

Un messaggio di Messner : tutelare la wilderness, sviluppare un turismo sostenibile e difendere il mondo rurale della montagna!

‎ "Se siamo intelligenti riusciamo ad abbinare il turismo con l'agricoltura locale e così abbiamo la possibilità economica di salvaguardare il paesaggio alpino sotto i duemila metri. Sopra i duemila metri io non farei nessuna infrastruttura. significa non c'è più il rifugio, non c'è più la ferrata, non c'è niente... allora: il silenzio, la grandezza, la difficoltà la fatica, frenano e la maggior parte dei turisti sta dove può stare e non distrugge la montagna" Reinhold Messner

Franco Zunino sul problema del cinghiale nel Parco del Pollino

COMUNICATO STAMPA Il problema dei cinghiali nei parchi La scrivente Associazione Italiana per la Wilderness ritiene di prendere ufficialmente posizione sulla spinosa questione della presenza dei cinghiali nel Parco Nazionale del Pollino, relativamente agli ultimi eventi, anche giudiziari, che hanno dato al problema una risonanza nazionale. Innanzi tutto si riconosce legittimità alle lamentele degli agricoltori per la presenza eccessiva di cinghiali nel Parco, problema, per altro, di livello nazionale, aggravatosi in tutte le aree Parco proprio dal fatto che non vi si può intervenire con la caccia per limitarne il numero; in secondo luogo si condivide altresì le lamentele degli stessi agricoltori per i danni non rimborsati o rimborsati solo parzialmente e spesso con imperdonabile ritardo. Avendo avuto modo di leggere l’intervento di Andrea Di Consoli in merito a questo problema, come associazione Wilderness riteniamo che egli non abbia scritto cose scandalose o da un punto di vis...

Dona il 5 PER MILLE all'AIW!

DICHIARAZIONE DEI REDDITI   IL 5 PER MILLE ALLE ONLUS   Ricordati  dell' Associazione Italiana per la Wilderness !   Anche la Finanziaria 2011 dà la possibilità di autorizzare il prelievo del 5 per mille dei redditi d’imposta (IRPEF) da devolvere direttamente alle ONLUS. Ci permettiamo di ricordarti che l' Associazione   Italiana per la Wilderness  è stata ancora inserita tra quelle che possono godere di questo beneficio. L’Associazione si batte per difendere gli ultimi lembi di Natura selvaggia del nostro Paese e, pur non ricevendo alcun contributo dallo Stato, è riuscita comunque sino ad oggi ad ottenere la designazione di 64 Aree Wilderness per oltre 40.000 ettari in 9 Regioni italiane, nonché 25 tra zone e monumenti naturali per 12.450 ettari. Se non ci conosci consulta il nostro sito:  www.wilderness.it ) .   Nei vari Modelli per la dichiarazione dei redditi (730, UNICO o CUD), è importante che negli appositi riquadri per la scelta della de...

Brutte fila di pietre: e le chiamano "sentieri"

Queste bruttissime fila di pietra inquinano visivamente uno dei luoghi più belli del Pollino, violandone la "naturalità". A cosa servono è un mistero visto che  nessun escursionista si perde in un pianoro scoperto. Al limite per segnalare il percorso si potevano mettere dei mucchietti di pietra ogni tanto senza un allineamento geometrico così brutto! Un piccolo esempio di come la natura selvaggia venga sottomessa alle esigenze del management turistico  del Parco... Indio

Italia Nostra: foreste del Pollino in pericolo

13 AGOSTO 2011 [13/8/2011] Italia Nostra, gruppo Interregionale del Parco Nazionale del Pollino,  esprime la propria preoccupazione per il futuro delle foreste del Pollino. In questi giorni, infatti, l’Ente Parco avrebbe  autorizzato il transito su una vecchia pista forestale da tempo in disuso, a ruspe e mezzi meccanici per rimuovere su versanti a forte pendenza i  tronchi di alberi abbattuti lo scorso inverno da una slavina in località Serra del Prete. Quest’area si trova nel cuore del parco nazionale. Per Italia Nostra l’evento eccezionale della slavina, raro sull’Appennino Meridionale, avrebbe potuto rappresentare una occasione unica per studiare la ri-colonizzazione degli alberi della foresta ed il legno morto elemento utile alla biodiversità vegetale ed animale, assecondando così i processi naturali, piuttosto che le logiche commerciali che  considerano erroneamente gli alberi morti un elemento di degrado del bosco. Ma ciò che preoccupa Italia Nostra è che l’a...

Turismo "insostenibile" e parchi

COMUNICATO STAMPA IN PASTO AL TURISMO L’ISOLA DI ZANNONE! La notizia è di questi giorni. Un accordo tra il Parco Nazionale del Circeo ed il Comune di Ponza consentirà di aprire al turismo l’Isola di Zannone, la parte più bella e selvaggia (l’unica!) del piccolo Parco Nazionale del Circeo. Un Parco che di natura selvaggia ha ormai ben poco, stretto com’è da un assalto turistico ed urbanistico tra S. Felice Circeo, Sabaudia e Ponza, dove ogni anno si riversano migliaia di vacanzieri. Una risorse turistica enorme, che pure non basta mai. Restavano le Isole di Zannone e Palmarola come uniche aree non colonizzate, ora dal prossimo anno lo saranno anche queste. Lo consentirà un accordo sottoscritto nei giorni scorsi tra il Parco ed il Comune di Ponza. Certo, sarà “turismo sostenibile”, dicono; ovvero, un gioco di parole per giustificare l’assalto all’isola da una turismo che per “sostenibile” che lo si voglia definire, dovrà comunque essere “redditizio” per qualcuno. E per essere reddi...