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Le variazioni casuali in Darwin

Le variazioni casuali Le implicazioni metodologiche e filosofiche di un concetto centrale della teoria darwiniana* Saverio De Marco Introduzione Il concetto della variazione casuale è alla base dell’impianto teorico darwiniano sulla selezione naturale. In questa tesi vorrei descriverne la sua genesi e le sue implicazioni, avendo come riferimento l’opera più importante di Darwin, L’origine delle specie , rilevarne le critiche a cui fu sottoposta e mettendo in risalto il carattere di innovazione metodologica profonda. Consapevole di addentrarmi in un campo vasto e complesso, una parte di questo lavoro tenterà una breve rievocazione degli studi sulla genetica successivi a Darwin, che consentirono di scoprire le cause della variazione, problema che Darwin aveva lasciato insoluto. Fu però proprio l’ammissione dell’inconoscibilità delle cause che consentì a Darwin di superare gli ostacoli che si frapponevano alla sua teoria e che ne determinò il suo carattere “aperto” all...

POLLINO: UNA STRADA NEL PARCO! Della serie: i Parchi in mano alla politica

Una strada è una strada, che la si allarghi ed asfalti è una cosa conseguenziale nell ’evoluzione urbanistica della civiltà. Ma farlo non è sempre un merito! E spesso neppure una necessità! Anzi, in Italia il più delle volte le strade sono state fatte, ampliate e asfaltate più come motivazioni per spendere soldi pubblici che non per vere necessità: quale motivazione migliore per un ente pubblico, se non quello di aver speso soldi per realizzare o modernizzare una strada? Un tempo erano le Comunità Montane campioni di queste opere, perlopiù inutili o di scarsa utilità per i cittadini, ma certamente utili per gli organismi appaltatori e per gli appaltatori (quasi sempre loro “amici”): l’Italia ne è piena! Ma che sia un Parco Nazionale a contribuire alla realizzazione di queste opere, non è solo uno scandalo: è una violazione dell’etica stessa di un Parco! Eppure è successo di nuovo: nel Parco Nazionale del Pollino (siamo nel profondo Sud)! L’ennesimo esempio di come...

Gli sfregi sui faggi di Cozzo Ferriero: quando la scienza è insensibile alla bellezza

Nei giorni scorsi la guida del Parco Giuseppe Cosenza aveva segnalato il ritrovamento di incisioni sulla corteccia nei faggi di Cozzo Ferriero, faggeta dichiarata patrimonio Unesco. Fin da subito  gli escursionisti e naturalisti che amano il Parco, commentando le foto su Facebook hanno notato che quelle incisioni non potevano essere l'opera di un pazzo, perchè erano state fatte con sistematicità. L'ipotesi era quindi che fossero state fatte da alcuni ricercatori.  Si apprende da "La Siritide" ( http://www.lasiritide.it/art.php?articolo=14339 ) tramite il funzionario dott. Schettino, che tali incisioni che hanno sfregiato quei bellissimi faggi secolari sono effettivamente il risultato di studi scientifici. Appreso questo ci dovremo tranquillizzare? Altrochè, tutt'altro. Anzi, corre l'obbligo di aprire una riflessione su questa vicenda e più in generale sul rapporto tra scienza e tutela della natura. Se uno sfregio sull'albero col coltello lo fa un turist...