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Quando la sentieristica deturpa i luoghi naturali: l'obbrobrio del sentiero di Ponte d'Ilice




E' noto come ormai nei parchi nazionali, soprattutto quelli del sud, abbia preso piede una strana idea di "sentieristica", che prevede non il puro e semplice ripristino dei tracciati con una segnaletica ridotta al minimo, ma sentieri ricolmi di panchine, staccionate, aree pic-nic, tabelle inutili, torrette panoramiche e chi più ne ha più ne metta (oltre all'uso di ruspe e piazzole di cemento, come è avvenuto in Val d'Agri nelle Murge di Sant'Oronzo). Un esempio di questa tipologia di sentieristica è il sentiero che arriva a  Ponte d'Ilice dalla parte di Civita. Anni fa, durante la seconda edizione del "trekking dei briganti", avevo percorso parte di questo sentiero (nella zona prossima alle Gole e al ponte) ed ero rimasto affascinato dalla bellezza di questi posti. L'estate scorsa durante un'escursione ho potuto invece appurare che quegli stessi luoghi sono stati banalizzati, addomesticati e deturpati. Il mio stato d'animo era lo stesso della canzone di Guccini "Il vecchio e il bambino", nostalgico verso la bellezza incontaminata di un tempo...
Lungo il percorso si incontrano numerose tabelle, panchine, decine di cestini di rifiuti, gradini interminabili e una lunga fila di inutili staccionate (vedere anche l'articolo della guida Emanuele Pisarra, che ha esaminato l'opera da un punto di vista più tecnico, sul suo blog: http://paroladiacalandros.blogspot.it/2016/07/il-sentiero-del-ponte-dilice.html ).
Un percorso escursionistico non è un'area pic-nic; non servono le panchine e né cestini di rifiuti ogni 20 metri, visto che nell'escursionismo, come sa chi pratica questa attività,  i rifiuti si mettono nello zaino per riportarseli a casa. Il sentiero di Ponte d'Ilice, da escursionistico, come doveva restare (quantomeno nella parte più vicina alle gole!), è stato trasformato in un banale percorso turistico. C'è da dire anche che essendo un sentiero di bassa quota, fra un po' si riempirà di rovi: in proposito, va detto che invece che affidare ad una ditta il "rispristino" di questo sentiero si potevano spalmare quei soldi (ben 170.000 euro) al fine di una manutenzione minima e costante, che si limitasse a ripulire i rovi e i cespugli, a risistemare gli antichi muretti a secco e ad apporre qualche segnale. Il buon senso e le norme generali sul ripristino dei sentieri vorrebbero che la sentieristica fosse affidata a guide escursionistiche competenti, o ad altre associazioni (come il CAI). Da stigmatizzare ovviamente anche il mancato intervento dell'Ente Parco, che essendo un ente rivolto alla tutela, dovrebbe far rispettare i criteri che nelle aree protette dovrebbero essere seguiti nell' ideazione dei sentieri.
Sentieri attrezzati e messi in sicurezza con lunghe fila di staccionate, panchine e cestini dei rifiuti (come in un parco urbano!) rappresentano una violazione all’aspetto rurale e selvaggio di certi luoghi. Qualcuno dirà che le staccionate sono state previste per una questione di sicurezza. La verità è che in questi casi certe opere servono solo a giustificare i soldi spesi! La quasi totalità di quelle staccionate sono inutili, come già ribadito e la sicurezza inoltre, non dev’essere un’ossessione. Gli americani parlano di “diritto al rischio”: rendere “turistico” un sentiero per escursionisti esperti significa eliminarne il fascino e il senso dell’avventura che promana da quei luoghi selvaggi. Il sentiero del Ponte d'Ilice era appunto questo, un connubio perfetto di ruralità (ne sono un esempio i bellissimi muretti a secco che delimitano il sentiero) e natura selvaggia (l'ambiente delle Gole).
C'è da augurarsi intanto che il comune di San Lorenzo Bellizzi non faccia le stesse scelte per la parte di sentiero ricadente nel suo territorio e che, in generale, prima o poi il ripristino della sentieristica sia fatto tutelando l'aspetto integro dei luoghi e non si risolva invece nel loro abbrutimento, come è stato fatto in questo e in altri casi...

Saverio De Marco

Consigliere Nazionale di Associazione Italiana Wilderness

Guida Ambientale Escursionistica


*foto by Indio, scattate nel luglio 2016


fra un po' si riempirà di rovi...






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