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Visualizzazione dei post con l'etichetta cultura e wilderness

Opinioni sul pino loricato fatto a pezzi - un intervento di Pino di Tomaso

foto di Pino Di Tomaso, con una poesia di Herman Hesse I Pini loricati che cadono perchè secchi o appesantiti dalla neve, o per altre cause naturali, una volta a terra rappresentano ancora il "paesaggio dei loricati" e, in un Parco Nazionale "normale", sarebbero rimasti lì a terra, muti testimoni della loro straordinaria e inquietante bellezza. Quando leggo i commenti di Luca Franzese, Saverio De Marco, Francesco Bevilacqua mi si riapre mente e anima, altro che " molto rumore per nulla". CHIUDO da parte mia i commenti a questo "scempio scientifico", aggiungendo che il giorno che i motosega affettavano il simbolo del Parco io ero lì ai Piani alti con un gruppo di fotografi amatoriali provenienti dal Nord Italia, armati di gran macchine fotografiche con zoom dimensione lanciamissili. Immaginate il mio stato d'animo nell'arrivare a Serra delle Ciavole e ricevere un'accoglienza al suon di motoseghe! Ho spiegato loro che era un interv...

Quando è l’Ente Parco ad autorizzare uno scempio - Riflessioni sul pino loricato fatto a pezzi

Quando è l’Ente Parco ad autorizzare uno scempio Riflessioni sul pino loricato fatto a pezzi Si apprende con sconcerto dall’articolo pubblicato su ambreport.it ( http://www.abmreport.it/news/14074-pino-loricato-caduto-per-cause-naturali-ora-%C3%A8-oggetto-di-ricerca.html ) e dal comunicato del Parco, che il taglio del pino loricato secolare abbattuto dalle intemperie sia stato autorizzato nientemeno dall’Ente Parco, “nell’ambito del progetto di Dendrocronologia che il Parco Nazionale del Pollino, attraverso il settore della Biodiversità, sta conducendo da circa un anno in collaborazione con il Dipartimento dell'Università della Tuscia ed il progetto Dafne” come dichiara nell’articolo citato il funzionario Schettino. “Molto rumore per nulla” quindi? Mi pare quantomeno superficiale trattare l’argomento con questi toni. Prima di tutto dovrebbe essere l'Ente Parco ad informare di certe (discutibili) iniziative, anche perché tra gli obiettivi della legge quadr...

Una riflessione sui parchi (dalla rivista Nunatak)

Riporto all'attenzione dei lettori di questo blog un punto di vista critico e contempoeaneamente originale, utile per una riflessone sul tema dei parchi e della conservazione naturale, nel suo rapporto con le comunità locali e  il tema della "modernità". L'articolo è tratto dal numero 18 di "NUNATAK, Rivista di storie, culture, lotte della montagna" , curata da un gruppo di attivisti delle Alpi... Ritengo personalemente che il concetto di area protetta sia importante ai fini della conservazione naturale, perchè, come si riconosce anche in questo articolo, ha permesso di strappare alla speculazione e alla distruzione lembi importanti di natura selvaggia: è figlio della modernità e come individui noi stessi "moderni" abbiamo il dovere di riformurarlo per riportarlo al suo autentico scopo sociale. Ciò che è da disapprovare è che spesso gli enti di gestione siano diventati appannaggio della politica istituzionale, smarrendo anche quella che era la lo...

Come valorizzare il paesaggio artisticamente... deturpandolo! Una riflessione di Ivano Togni

Ecco come, nel nome della "valorizzazione" delle aree naturali, si deturpano aree fino a poco tempo fa integre... Indio   di Ivano Togni  (tratto da facebook) ...Questi mi spaventano: http://www.montefeltroveduterinascimentali.eu/ ...Sono così infervorati dal paesaggio che guardano, da non accorgersi del paesaggio che "mettono sotto i piedi"! Qui ad esempio era pieno di orchidee del genere Oprh ys, costituivano un habitat prioritario tutelato dalla Direttiva Habitat (6210 - Formazioni erbose secche seminaturali e facies coperte da cespugli su substrato calcareo (Festuco-Brometalia) * stupenda fioritura di orchidee) quindi oltre ad essere un arredo deturpante di un paesaggio naturale, ritengo possa essere pure in contrasto con le misure di conservazione della suddetta direttiva. Nelle due foto: Monte S. Gregorio, loc. Tausano di S. Leo (Rimini), com'era fino al 2012, e com'è oggi (nella foto con ringhiere e pannello illustrativo...

Nascita e sviluppo del movimento wilderness

Nascita e sviluppo del movimento wilderness (tratto dal volume: Le Montagne di Sora e la Wilderness , 2012) di FRANCO ZUNINO * La filosofia wilderness ed il suo concetto di conservazione hanno origini prettamente americane. Non è ben chiaro quali siano state le cause d’innesco del movimento ma, probabilmente, proprio lo stile di vita dei pellerossa, i grandi spazi selvaggi in cui essi vivevano e lo spirito della frontiera che divenne proprio dei colonizzatori bianchi sta all’origine della scelta che spinse alcuni illuminati a scoprire i valori della natura selvaggia, a preoccuparsi della sua perdita con l’avanzare della civiltà umana, ed infine a battersi per la sua conservazione. H. D. Thoreau Il termine wilderness , di antica origine gaelica ( luogo dove vivono i cervi ), tradotto in lingua italiana sta letteralmente a significare “natura allo stato selvaggio e disabitata, non coltivata e non alterata dall’intervento dell’uomo”. Nei decenni iniziali del XIX secolo ...

Segnaletica... il modello americano

Queste foto tratte da internet con una semplice ricerca, mostrano esempi di tabelle segnaletiche presenti nelle aree wilderness e nei parchi nazionali americani: tabelle fatte in legno, belle esteticamente e che si integrano perfettamente nell'ambiente naturale, con incisi i luoghi di destinazione e senza troppe sigle, numeri e classificazioni. E' questo un modello di segnaletica che vorrei fosse applicato nei nostri parchi...! Indio

L'evoluzione del concetto di Parco

L’idea originaria di Parco Nazionale e la sua evoluzione: le finalità di un parco tra conservazione, funzione ricreativa e sviluppo delle comunità locali *     pino loricato - foto by Indio L’idea di Parco Nazionale ha ai suoi albori una connotazione nettamente protezionista . L’espansione della civiltà capitalistica industriale di fine ‘800, con l’aumento della popolazione e della pressione antropica sull’ambiente, metteranno a rischio specie ritenute culturalmente ed etologicamente rilevanti, nonostante la creazione delle prime riserve di caccia [1] . Già dal 1850 numerosi zoologi avevano cercato di sensibilizzare l’opinione pubblica sulla decimazione e l’estinzione di numerose specie animali. Sono gli Stati Uniti i veri precursori del conservazionismo, che si affermerà in quegli anni con realizzazioni di grande portata storica e sociale: già nel 1864 la vallata di Yosemite veniva dichiarata area protetta , mentre nel 1872 viene ufficialmente  istituito...