Passa ai contenuti principali

Turismo "insostenibile" e parchi


COMUNICATO STAMPA


IN PASTO AL TURISMO L’ISOLA DI ZANNONE!


La notizia è di questi giorni. Un accordo tra il Parco Nazionale del Circeo ed il Comune di Ponza consentirà di aprire al turismo l’Isola di Zannone, la parte più bella e selvaggia (l’unica!) del piccolo Parco Nazionale del Circeo. Un Parco che di natura selvaggia ha ormai ben poco, stretto com’è da un assalto turistico ed urbanistico tra S. Felice Circeo, Sabaudia e Ponza, dove ogni anno si riversano migliaia di vacanzieri. Una risorse turistica enorme, che pure non basta mai. Restavano le Isole di Zannone e Palmarola come uniche aree non colonizzate, ora dal prossimo anno lo saranno anche queste. Lo consentirà un accordo sottoscritto nei giorni scorsi tra il Parco ed il Comune di Ponza.

Certo, sarà “turismo sostenibile”, dicono; ovvero, un gioco di parole per giustificare l’assalto all’isola da una turismo che per “sostenibile” che lo si voglia definire, dovrà comunque essere “redditizio” per qualcuno. E per essere redditizio non potrà mai essere “sostenibile”, perché si tratta di una contraddizione in termini. Un turismo “sostenibile” su di un’isola di solo 100 ettari significa poche centinaia di persone all’anno; un turismo sostenibile che in realtà a Zannone c’è già, ed è quello di oggi, limitato alle poche persone che autorizzate, o magari abusivamente, la vanno a visitare.

L’Associazione Italiana per la Wilderness è d’accordo a che l’Isola possa essere aperta ad un turismo sostenibile, ma che sia sostenibile veramente; e per esserlo si dovrà prima garantirne la selvaggità con una destinazione ad Area Wilderness dove ogni opera urbanistica non storica dovrà esservi bandita in forma assoluta, senza mitigazioni di sorta o giustificazioni a sostegno di una risorsa turistica sostenibile (“ampliare l’offerta turistica con un impianto di iniziative sostenibili per salvare l’isola”, ci dicono i media: ma l’isola non si salva col turismo, bensì sottraendola al turismo!). Visite sì, limitate nel numero e nelle stagioni, turismo no. Zannone è una delle poche isole italiane rimaste selvagge; questo stato non può né deve essere svenduto per un banale turismo vacanziero che vi andrà solo perché attratto da curiosità senza trovarvi nulla di diverso da quello che già trova sulla costa del Circeo e delle Isole di Ponza e Ventotene. L’Isola è bella vista dal mare, e dal mare andrebbe fatta godere ai visitatori (anche numerosi), non consentendo loro di sbarcare per “rilassarsi” o “educarsi”, per “fruirne con rispetto” e divenire così “consapevoli” (sempre come hanno scritto i media)! Tutte parole vuote per nascondere il vero scopo: creare business per qualcuno, certamente pochi (chi gestirà le strutture e chi provvederà ai trasporti di merci e persone). Per non dire degli appalti per i lavori di ristrutturazione...

Business è business! Saranno mai d’accordo le autorità del Parco a far sì che l’Isola non subisca ferite di sorta per adeguarla a questo business? Come non prevedere un aumento della capacità portuale, un aumento delle strutture ricettive, un aumento della sentieristica, non più originale, ma ritagliata ad hoc per questa finalità di sfruttamento “sostenibile”?

Ecco, ancora una volta abbiamo l’esempio del come negli USA si giunse al Wilderness Act, la legge che sottrae ai direttori ed amministratori dei Parchi Nazionali il loro potere di decidere in merito alle zone selvagge dei loro Parchi. Se Zannone sarà aperta al turismo pur con tutte le “adeguazioni” del caso; se nel Parco d’Abruzzo basta pagare 50 euro per acquisire il diritto di andare a vedere l’orso anche nei suoi luoghi più delicati (creando un turismo d’élite, perché solo i ricchi possono permettersi una tale tariffa!). Ecco, tutto ciò è la prova sempre più evidente che anche l’Italia ha bisogno di un Wilderness Act che trasferisca dai Parchi al Parlamento (e quindi al popolo) il potere di decidere in merito all’utilizzo delle zone selvagge dei nostri Parchi.

E c’è bisogno di una cultura di rispetto per le aree selvagge, che forse il popolo italiano ancora non ha, e che solo può divenire garante, poi, di un Parlamento saggio e rispettoso dei diritti anche della natura selvaggia e di chi la desidera così  preservata, aperta a tutti per il diritto di tutte le generazioni a venire e non solo per soddisfare l’ingordigia delle generazioni del momento.

Non vogliamo vedere l’isola oggi immacolata sezionata dalle bianche linee dei nuovi “itinerari turistici” che possiamo immaginare, e magari piazzole panoramiche o di avvistamento faunistico, strutture adeguate per “soggiorno ecosostenibile” ed altre inevitabili cose, perché il turismo è come le ciliegie, una ne tira un’altra. Queste banalità turistiche siano riservate alla costa della penisola, a completamento degli scopi che già le caratterizzano, non in un isola rimasta miracolosamente tale proprio perché isolata e selvaggia fino ai giorni nostri. Non trasformiamo l’Isola di Zannone in un banale pezzo di costa, in una Punta Ala o in un Monte Circeo qualunque!

Se c’è un luogo in Italia che per poterlo visitare bisognerebbe prenotarsi per una visita nella vita, uno di questi posti e l’Isola di Zannone (e la sua sorella Palmarola). Questo è il vero turismo sostenibile, ogni altra forma di turismo sarà turismo consumistico, come sono divenuti i sentieri delle Cinque Terre dopo la loro trasformazione in Parco Nazionale!

Si parla di scopi educativi, ma non si possono usare i luoghi più belli d’Italia per educare la gente all’ambiente!

In pratica vi si vuole innesterà un cancro che solo i posteri ci diranno come andrà a finire. Di esempi simili è piena l’Italia!


Murialdo, 31 Luglio 2011                                          IL SEGRETARIO GENERALE
                                                                                                   F.to Franco Zunino

Commenti

Post popolari in questo blog

Le variazioni casuali in Darwin

Le variazioni casuali Le implicazioni metodologiche e filosofiche di un concetto centrale della teoria darwiniana* Saverio De Marco Introduzione Il concetto della variazione casuale è alla base dell’impianto teorico darwiniano sulla selezione naturale. In questa tesi vorrei descriverne la sua genesi e le sue implicazioni, avendo come riferimento l’opera più importante di Darwin, L’origine delle specie , rilevarne le critiche a cui fu sottoposta e mettendo in risalto il carattere di innovazione metodologica profonda. Consapevole di addentrarmi in un campo vasto e complesso, una parte di questo lavoro tenterà una breve rievocazione degli studi sulla genetica successivi a Darwin, che consentirono di scoprire le cause della variazione, problema che Darwin aveva lasciato insoluto. Fu però proprio l’ammissione dell’inconoscibilità delle cause che consentì a Darwin di superare gli ostacoli che si frapponevano alla sua teoria e che ne determinò il suo carattere “aperto” all...

Guide ufficiali del Pollino: una riflessione di Emanuele Pisarra

LA TRISTE FINE DELLE GUIDE UFFICIALI DEL PARCO NAZIONALE DEL POLLINO             di Emanuele Pisarra Una mattina di gennaio percorro in macchina il Corso Principale di Rotonda quando mi supera una moto delle poste guidata con maestria da una abile guidatrice, tutta imbardata nella divisa ufficiale con tanto di casco e cartellino appeso al collo . Rallento per guardare meglio questa novella pilota e mi accorgo che si tratta di Angela, una Guida Ufficiale del Parco. Ma come? Una Guida Ufficiale che fa la postina. La fermo e dopo i saluti di rito, chiedo spiegazioni di questo suo improvviso cambio di mestiere; “ come mai hai cambiato lavoro? Ti sei stufata di andare in giro per le nostre montagne ? “ Ma quando mai … mi risponde Angela. “ Solo che il lavoro di Guida non mi permette di portare avanti la famiglia e allora ho accettato a malincuore di lavorare come postina a tempo indeterminato. È amareg...

Fuoristrada nel Parco del Pollino: si chiedono spiegazioni !

All’Ente Parco del Pollino ente@parcopollino.it Al Corpo Forestale dello Stato cs.viggianello@corpoforestale.it cs.rotonda@corpoforestale.it All’amministrazione comunale di Viggianello comune@comune.viggianello.pz.it comuneviggianello@libero.it All’amministrazione comunale di Rotonda sindaco@comune.rotonda.pz.it comune.rotonda@cert.ruparbasilicata.it Fuoristrada nel Parco del Pollino: si chiedono spiegazioni ! Su segnalazione di escursionisti e guide del Pollino veniamo a sapere che alcuni appassionati “fuoristradisti” hanno organizzato una gara di fuoristrada nel Parco Nazionale del Pollino, presso la località “Montagna di Basso”, risalendo il torrente Peschiera dopo la Fontana di Chiaito: precisamente in località Rivota i Trucchetta, dove è presente la stradina che proseguendo oltre il Peschiera va verso il territorio di Agromonte. Ricordiamo che questo ambiente è particolarmente delicato anche perché qui è accertata la presenza della lontra. Il tratto di cui si parla è punteggia...