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radiocollare su orso - fonte foto:http://www.terremarsicane.it/node/22121 |
Al Ministero
dell'Ambiente
Al Parco Nazionale
d'Abruzzo
All'ufficio regionale del
PATOM-Abruzzo
E A TUTTE LE AUTORITA'
COMPETENTI
Lettera
aperta
(inoltrata anche in forma
cartacea ai vari uffici di Protocollo)
e, c.c: ad Associazioni
Ambientaliste, uffici, stampa e personalità competenti
Oggetto: Progetto Life
ARCTOS - settore Orso marsicano: rischio di nuove
catture.
E' giunta alla scrivente Associazione la notizia
che i ricercatori del Progetto Life ARCTOS, si accingerebbero a catturare
tutti gli orsi marsicani ai quale erano stati messi i radiocollari, in
quanto sarebbero risultati troppo stretti, per cui dovranno essere
allentati.
Spiace dover notare come una
tale notizia butti un'ombra di discredito su chi ha provveduto a suo
tempo a munire di radiocollari detti orsi, denotando un apparente incompetenza
agli occhi dell'opinione pubblica. Tanto più in considerazione del fatto che
sono ormai anni che si praticano tali operazioni.
La scrivente Associazione fa presente che ogni
cattura comporta il rischio di incidenti che potrebbero portare a mutilazioni,
ferite varie ed anche rischio di morte per gli animali catturati o catturandi
(in merito esistono già alcuni dubbi su fatti segnalati in passato alle
autorità, sebbene non comprovati ed anzi smentiti dalle stesse).
Partendo dal presupposto che gli attuali
radiocollari siano stati dotati del congegno di "distacco" automatico al
trascorrere di un certo periodo di tempo, come si è letto in qualche
dichiarazione di studiosi ed autorità del Parco, si sconsiglia
assolutamente altre operazioni di cattura e, se proprio dovessero
decidersi, si richiede che esse abbiano il solo ed unico scopo di
togliere i collari e non già sostituirli. Un programma che, per
quanto noto, le stesse autorità del Parco avebbero già da tempo stabilito, anche
se mai attuato. Sono già state effettuate troppe ricerche su
quest'animale, senza conclusioni degne di nota dal punto di vista pratico ai
fini della protezione degli individui di questa popolazione; ragion per cui si
richiede il blocco totale e definitivo di ogni ulteriore
ricerca che comporti la manipolazione di animali.
Si fa presente che nulla e nessuno può ancora
smentire con certezza che proprio tali manipolazioni continue possano essere tra
le cause che negli ultimi anni hanno portato al fenomeno degli "orsi
problematici e/o confidenti" e che, anzi, tale fenomeno sia iniziato a
verificarsi proprio in concomitanza con l'inizio ed il perdurare delle
ricerche con l'ausilio dei radiocollari.
Ciò si richiede anche alla luce del fatto che il
periodo per tali ricerche sta giungendo a conclusione (furono autorizzate nel
2011 dopo il termine di una prima fase), per cui munire gli orsi oggi di altri
radiocollari potrebbe significare che si voglia magari prolungare almeno di
fatto le ricerche in atto, che difatti potrebbero allora proseguire
fino a quando i radiocollari invieranno impulsi agli apparecchi
riceventi.
Per tutte le succitate ragioni la scrivente
Associazione chiede fermamente a tutte le autorità compenti di
non rilasciare le necessarie autorizzazioni, cosicché il lungo periodo di
studi e ricerche possa finalmente concludersi e si possano infine iniziare a
prendere quei provvedimenti atti a salvare dall'estinzione questa esigua
popolazione di orsi prima che sia troppo tardi (un troppo tardi che per alcuni
sarebbe già giunto!). Questo, soprattutto in considerazione al fatto che tutte
le ricerche finora effettuate (con costi che avrebbero superato
complessivamente i 13 milioni di Euro!) per quanto noto non hanno
portato ad alcun serio e pratico provvedimento atto ad assicurare la protezione
e la sopravvivenza di quest'animale.
Si chiede, infine, che siano al più presto
reperiti e messi in disponibilità dell'Ente Parco fondi necessari all'inizio di
un campagna di sostegno alimentare per l'orso, affinché si possa
provvedere a semine e dislocazione di greggi "pubblici" nel territorio del Parco
e sui ristretti circondari a partire dalla prossima primavera.
Franco Zunino
Segretario Generale dell'Associazione
Italiana per la Wilderness
già primo studioso sul
campo dell'Orso
marsicano
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