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Attività sportive, parchi e burocrazia - Una riflessione di Giorgio Braschi

Ieri riflettevo sui problemi sollevati ultimamente dalla vicenda "Alpinismo e arrampicata nel Cuore del Parco", vicenda che si poteva risolvere in brevissimo tempo con semplice buon senso e vedendo come hanno fatto gli altri prima di noi (ci sono normative al riguardo in quasi tutti gli altri Parchi italiani e anche normative regionali, come quella della Puglia).
Non ho potuto fare a meno di pensare all'annosa vicenda dei tempi ormai biblici dell'approvazione del Regolamento del Parco (a onor del vero il Parco l'ha già approvato, ora stiamo aspettando i tempi biblici delle due Regioni...); per non parlare poi della lungaggine, anch'essa biblica della vicenda Centrale del Mercure (che chiuderei da domani mattina, per trasformarla in un magnifico Acqua-Park, in modo da dirottarvi tutti gli scalmanati che vanno in cerca di emozioni nelle Gole del Lao...). E poi, in tema, l'annoso problema di una regolamentazione dell'attività di rafting, canoa e torrentismo nelle gole di Lao e  Raganello. Avete provato a fare rafting in un qualsiasi giorno di agosto nel Lao? Altro che Acqua-Park! Urla, schiamazzi, scontri fatti apposta per "emozionare", sbattimenti di pagaie per schizzarsi (con buona pace per la fauna fluviale, la lontra in primis): anche per questo occorreranno anni di studi e commissioni di esperti per poi rinviare sempre a date da destinarsi.? E' perlomeno curioso che per l'arrampicata si sia imposto subito un divieto, per le gole nulla, evidentemente più che le preoccupazioni ambientali contano quelle economiche... eppure anche in questo caso basterebbe un semplice regolamento e la volontà di farlo rispettare (numero chiuso con prenotazione, conduttori qualificati come guide, che pure ci sono, divieto di urla e schiamazzi...). E pensare che nel Parco del Canyon del Colorado (rafting di due giorni) ti contano le sigarette che porti e i rangers all'arrivo ti contano le cicche e se sono meno delle sigarette alla partenza ti becchi una multa salata! Idem per i WC portatili che devono essere pieni, pena altre multe e revoca della licenza per gli organizzatori! Da noi per ora sembra fantascienza... Noi continuiamo a fare gli studi di fattibilità, le commissioni di indagine, quelle per la stesura delle prime bozza di regolamenti, ecc... Anno dopo anno si vede che consapevolezza e maturazione di certe idee progrediscono. Da quando ho iniziato a interessarmi al Pollino (nel 1971!), tante cose sono cambiate in meglio, ma purtroppo noi appassionati vorremmo vedere i cambiamenti in tempi brevi, invece dobbiamo accontentarci di tempi neanche biblici, ma geologici... Nel frattempo la mentalità sì migliora, ma il degrado ambientale, sia locale che globale, avanza galoppando.

Giorgio Braschi

(Guida Ufficiale ed Esclusiva del Parco Nazionale del Pollino, naturalista e scrittore)

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