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Orsi di Acquafondata


COMUNICATO STAMPA

LA VERITA' SUGLI ORSI DI ACQUAFONDATA      

C'è voluto un po' di tempo, qualche indagine giornalistica e qualche indagine personale, ma alla fine qualcosa si è chiarito: non era del tutto una bufala la notizia data dal quotidiano "Ciociaria Oggi" lo scorso 11 aprile, né possono ritenersi del tutto infondate le critiche avanzate dal sottoscritto a commento di questa notizia. Ovverosia, la segnalazione di due femmine e di un maschio di orso marsicano in Comune di Acquafondata (Frosinone), in pratica poco lontano dalla città di Cassino e dal confine campano.
La verità sembra essere la seguente: in quei giorni, per un caso fortuito, qualcuno (pare guardiacaccia della locale Azienda Faunistico-Venatoria), avrebbe ritrovato un collare da radiotelemetria, cioè quelli che da molti anni (troppi!) nel Parco Nazionale d'Abruzzo i ricercatori hanno messo a diversi esemplari di orso per seguirne i movimenti tramite triangolazioni satellitari. Un'altra voce dice che non vi sarebbe certezza sulla reale appartenenza ad un orso di questo radiocollare (nel senso che potrebbe essere anche di qualche lupo, seppure non si sia a conoscenza di ricerche su lupi muniti di radiocollari in Appennino); ma a rigor di logica che si tratti di un radiocollare portato da un orso dovrebbe essere la cosa più ovvia, visto le ricerche in corso da anni con questo metodo; ma ciò non è fondamentale. A seguito di questo fatto, l'unico che sembrerebbe certamente reale (il ritrovamento del collare), si sarebbe (o meglio si è) scatenata una caccia all'ipotetico animale che quel collare portava, presupponendo che si trattasse di un animale ucciso da malintenzionati (bracconieri o pastori). La ricerca di questi eventuali ed ipotizzati resti pare abbia coinvolto alcune autorità (allertate da chi?), quali la protezione civile e/o l'esercito. Certo è che almeno un elicottero dell'esercito vi avrebbe partecipato.
La notizia della presenza di due femmine e di un maschio di orso marsicano avrebbe invece,supporto di verità sulla base di voci sul fatto che in quella zone a sud del Parco Nazionale i ricercatori (ma anche gli abitanti locali) fossero a conoscenza della presenza e/o di spostamenti di orsi in quella zona , secondo alcuni, appunto, di due femmine ed un maschio.
Tutto qua. Quindi, semplice e fondamentalmente veritiero il dettagliato e vistoso (quasi mezza pagina del quotidiano) articolo giornalistico. Un crisma di credibilità non indifferente (a meno che non si voglia pensare ad un attacco di follia da parte del redattore!). Venuto a conoscenza del suddetto articolo, il sottoscritto ritenne di intervenire con il commento di cui al comunicato stampa del 13 aprile.  Comunicato stampa che qualcuno in alto loco ha ritenuto di sconfessare con la tecnica di ignorarlo, ma il cui silenzio stampa in merito ha invece avvalorato e che ora i fatti venuti alla luce confermano.
Ragion per cui, tutti i commenti del sottoscritto contenuti in quel comunicato devono ritenersi attuali.
Intanto, forse perché di maggiore impatto mediatico - sebbene di nessuna pratica utilità ai fini della protezione dell'orso e della tutela del suo habitat -, c'è chi pensa di salvare l'orso con... i fumetti! Tutto purché non si parli di seminare campi di mais, di favorire la pastorizia ovina e di controllare il turismo.
Franco Zunino
Segretario Generale dell'AIW
(già studioso dell'Orso marsicano)

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