Comunicato Stampa
UN TABÙ!
Ridurre
i Parchi: l’esempio del Sirente-Velino
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Impianti di risalita a Campo Felice, nel Sirente Velino |
Sul finire del mese scorso alcune
associazioni ambientaliste abruzzesi hanno diffuso un comunicato stampa di critica
alla proposta di una legge regionale con la quale si vorrebbe ridurre di circa 4.000 ettari il Parco
Regionale Sirente-Velino.
Detta così, come non condividere
la presa di posizione?
Ma c’è un ma: gran parte della
zona che si vorrebbe estromettere dal Parco non ha nulla, né lo aveva mai avuto,
per essere istituita in Parco! Vi fu inserita per la solita mania ambientalista
italiana di costituire in Parco più territorio possibile, a prescindere dal
valore dei territori protetti: l’importante è fare Parchi ovunque, fossero
anche località zeppe di case, e paesi quando non autostrade. Intanto l’unico
vincolo veramente intoccabile resta uno: il divieto di caccia! Tutto il resto è
sempre consentito (con l’unico sacrificio – vessatorio per i cittadini locali –
di dover avanzare richieste per ogni pur modesto intervento, magari in carta da
bollo): i Parchi trovano comunque sempre un modo per dire SI ad ogni iniziativa
di sviluppo urbanistico, salvo mandare gente in Pretura per ogni sciocchezza
che non sia stata da loro autorizzata (spesso si tratta infatti solo di una
questione di arrogante potere). Solo sulla caccia si è tutti uniti nel dire NO
e, proprio per questo, la grande maggioranza dei Parchi italiani altro non sono
che semplici Oasi faunistiche ed apparati mangia soldi, e poltronifici per
politici trombati o per amici dei politici. Lasciamo fuori dai Parchi le
cosiddette “zone D”, assoggettandole solo ai vincoli urbanistici comunali!
Ecco, l’AIW in questo caso del
Sirente-Velino non si schiera per il NO alla riduzione dell’estensione del
Parco (uno dei tanti mega-parchi del centro e sud Italia i quali, praticamente TUTTI,
dovrebbero essere ridotti di almeno il 30% ed anche più dei loro territori),
ma, da quella posizione ragionevole che la contraddistingue (anche se alcuni la
chiamano follia!), è per un SI alla riduzione per quanto riguarda tutte le zone
urbanizzate e loro vicinanze ricadenti
nei limiti della proposta (vi sono compresi ben tre paesi, strade asfaltate,
impianti e piste da sci e tutta una serie di altre opere urbanistiche); con la
contropartita di istituire (o lasciare nel Parco) alcune piccole Riserve
Naturali (magari Integrali) là dove la presenza di specie di flora rare e/o endemiche
meritano di essere tutelate. Non è uno scandalo: è saggezza legislativa!
Se l’Italia è una nazione unita
da oltre cento cinquant’anni, non si capisce per quale ragione i Parchi
Nazionali del Nord siano TUTTI di modesta o comunque ragionevole estensione,
mentre al Sud sono tutti mega-Parchi che se fossero seri e, soprattutto, se
fossero aree di vero ambiente naturale, meriterebbero il posto nelle
classifiche internazionali in cui appaiono; che invece occupano, ma con il
trucco: quello di assimilarsi a tanti famosi e meritevoli Parchi americani o
africani (ma anche europei)! Un trucco tipicamente italiano, un Paese dove
spesso il nome delle cose o dei fatti vale più della sostanza, e dove con il
cambiamento dei nomi si risolvono i problemi.
Non resta che augurarci che
questa riduzione del Parco Sirente-Velino vada in porto, se non altro come
esempio di una via mai percorsa dai nostri legislatori, volti solo ad istituire
aree protette, mai ad abrogarle o a ridurle in estensione (cosa che avviene
regolarmente in altri Paesi), quando facendolo è spesso l’unico modo serio per
risolvere problemi incancrenitosi col tempo proprio a causa del fatto che nei
Parchi italiani sono state inserite troppe aree che non lo meritavano, soprattutto
quando bastavano vincoli paesaggistici: correggere gli errori è solo segno di
saggezza e di civiltà, non di corruzione come si cerca di far credere. Parchi più piccoli, ma Parchi più seri!
Murialdo, 11 Agosto 2013 IL SEGRETARIO GENERALE
F.to Franco Zunino
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