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Ambientalisti da salotto? La Ola risponde a Pappaterra


COMUNICATO STAMPA

Ambientalisti da salotto? nei parchi c’è chi pensa alle poltrone e agli affari

 Pappaterra, Clini e Scopelliti - foto tratta dal sito del Corriere della Calabria 


La Ola risponde al presidente del parco nazionale del Pollino, Domenico Pappaterra sull’attacco rivolto a quelli che definisce “ambientalisti da salotto”  che secondo Pappaterra si sono permessi di criticare, non il parco come istituzione, bensì l’operato dei vertici dell’ente parco nazionale del Pollino, ivi compreso il suo. Non abbiamo sentito nell’incontro tenutosi ieri a Rotonda nulla sull’incendio appiccato ai pini loricati ed a vaste superfici forestali in modo quasi scientifico e non certamente per autocombustione. Non abbiamo ascoltato inoltre serie considerazioni sulla discutibilissima e gravissima gestione e sull’operato degli organi di vertice del parco, intento ad autorizzare la centrale ENEL del Mercure ed altri progetti invasivi per gli ecosistemi.
Una centrale in pieno parco nazionale, che lo stesso ministro dell’ambiente Clini ha incredibilmente definito compatibile dichiarando che “è arrivato il momento di farla lavorare”, ignorando o non volendo affrontare uno delle questioni oggetto non di critiche ma di valutazioni, differenti da quelle dell’Enel. Il ministro Clini forse deve aver sorvolato in elicottero anche il limitrofo parco dell’Appennino Lucano in Basilicata, per poter affermare, così come ha fatto, che le trivelle possono convivere con il parco dell’Appennino Lucano. Unico caso in Europa e al mondo dove secondo il ministro è possibile far coabitare  le trivelle del petrolio e l’area protetta. Gli stessi “ambientalisti da salotto” affermano, con dati ormai certi,  essere invece un parco seriamente compromesso nella sua integrità ambientale che si ripercuote anche sulla salute dei residenti.
Non basta aver ricevuto ieri “patenti” di buon amministratore dal ministro dell’ambiente Clini, salvaguardando solo  le poltrone del presidente e del direttore del parco del Pollino, per poter continuare ad affermare  – così come fa Pappaterra – che le scelte operate a favore della riapertura della centrale del Mercure sono corrette e che gli incendi dolosi nel parco erano inevitabili.
Possiamo riscontrare che di inevitabile oggi c’è solo l’arroganza ma anche la tracotanza di chi preferisce sorvolare i luoghi del disastro, magari in elicottero, preferendo spostare il problema sulle questioni di ordine pubblico, oggi purtroppo di prassi in certe istituzioni dello Stato, oppure sugli interessi privati delle multinazionali, questi sì da salvaguardare ad ogni costo.
Il ministro Clini piuttosto che comprendere le vere cause del degrado e la distruzione degli ambienti naturali dei parchi dichiara invece che non vi sono problemi, negando una realtà che è sotto gli occhi di tutti, per non dover trovare le soluzioni che i cittadini auspicano. Pappaterra farebbe meglio invece a prendere le distanze da queste logiche perverse, se ha ancora a cuore il parco del Pollino.

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