Centrale Enel, continua la giostra. Ente Parco tra imbarazzante silenzio e latinorum alla Don Abbondio
COMUNICATO STAMPA

Il ricorso dell’Ente Parco, annunciato dal sindaco Manoccio, membro del Consiglio Direttivo, di concerto con l’Avvocatura dello Stato di Potenza, appare iniziativa dovuta ma ancora insufficiente. La richiesta, al Parco, è quella di chiudere con urgenza, l’iter amministrativo interno relativo alla delibera dell’11 dicembre dello scorso anno, oppositiva alla Centrale, incredibilmente non ancora ratificata dal Direttore Formica. Le dichiarazioni rese da quest’ultimo e riportate dalla stampa, sulla correttezza e trasparenza del proprio operato hanno evocato a molti la figura di don Abbondio che con il suo “latinorum” cercava di abbindolare Renzo. Preoccupa, poi, l’assenza e ancor più il silenzio del Presidente Pappaterra, che solo qualche settimana fa annunciava in TV che la vicenda Centrale, per il Parco, era chiusa da tempo e su posizioni di assoluta negatività nei confronti del progetto Enel. Peccato che nell’ autorizzazione del Dipartimento regionale calabrese alle Attività Produttive, si dica esplicitamente di come il parere del Parco non sia stato chiaramente espresso. Ma lavoro ce ne sarà anche sul versante lucano, dove i due “dioscuri” che tutelano la predatoria iniziativa dell’Enel, il Presidente della Giunta De Filippo e l’europarlamentare Pittella, dovranno spiegare le ragioni che fanno loro anteporre gli interessi del colosso energetico ai diritti delle popolazioni della Valle del Mercure.
Forum “Stefano Gioia”
delle Associazioni e Comitati calabresi e lucani
per la tutela della legalità e del territorio
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