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Quale turismo per il Pollino?

Comunicato stampa
Turismo nel parco nazionale del Pollino:ovvero come spendere milioni di euro (20?) e distruggere quello che si pubblicizza.

Gli enti pubblici lucani non cessano di stupirci. Quando si parla del Parco Nazionale del Pollino (area protetta) il principio dovrebbe essere elementare:conservare questo bene con rigide norme per la fruizione di tutti anche per le prossime generazioni. Pare che questo semplice concetto non sia stato capito da funzionari APT, Direttori di Parchi, Presidenti di enti che a vario titolo occupano poltrone più o meno prestigiose. Sarà quindi utile illuminare alcune menti.

I parchi Nazionali (vedi Pollino) sono stati istituiti per una serie di felici coincidenze presenti sul territorio:
1)    Gli spettacolari paesaggi arrivati intatti ai giorni nostri
2)    La flora unica
3)    La presenza di popoli che con la loro ricchezza culturale hanno tramandato nei secoli usi-costumi-tradizioni uniche.
Il compito dell’ente gestore è facile da eseguire: conservare e rendere fruibile questo immenso patrimonio con il minimo impatto ambientale.
Gli enti pagati dalla collettività (vedi aziende per il turismo) per pubblicizzare questi luoghi hanno un compito ancora più simpatico: viaggiare per il mondo proponendo vacanze in questi luoghi, che l’ente gestore del luogo conserva, tutela e sorveglia garantendo ai visitatori una emozione sempre viva nello scoprire che all’inizio del XXI secolo esistono qui da noi zone ancora selvagge, immacolate, praticamente immutate nei secoli.
Purtroppo questa bella storia non finisce con “e tutti vissero felici e contenti” una serie di progetti tesi ad attrarre turisti sta dando il colpo mortale a questo santuario della natura arrivato incolume sino ai giorni nostri. Restiamo sbigottiti nell’apprendere della realizzazione di progetti che nulla hanno a che fare con un Parco Nazionale . Gente poco avvezza a salite solitarie, a frugali bivacchi in un assordante silenzio, parla di “attrattori” elenca opere adatte a un gigantesco luna park non alla filosofia di una corretta  gestione ambientale. La solita argomentazione scontata è sostenere i benefici economici per la popolazione locale... 40 anni  di esperienza nel settore ci hanno insegnato che laddove si distrugge l’ambiente i costi sono sempre superiori ai benefici,  e come già accaduto in passato, gli abitanti dei paesi, ipnotizzati da fatue promesse prendono coscienza quando ormai è troppo tardi.
Speriamo che almeno questa volta il finale non sia scontato. L’unico turismo sostenibile è elitario, rispettoso di questi luoghi e della sua gente, un vero “santuario della natura”. Questo turismo a impatto zero utilizzerà questo bene per sempre. Di    contro queste opere presentate come “attrattori” capaci di creare forti emozioni nei visitatori, ne creeranno una sola fortissima negli abitanti, quella di veder morire quello che per generazioni hanno amato: la propria identità.
Per la sezione Wilderness di Salerno
 Achille Cristiani

Salerno, 20 ottobre 2010

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